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Cetara
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Cetara è il secondo Comune che si incontra percorrendo la Costiera, ed è quello che meglio ha conservato non solo nell' aspetto, ma anche nella sua reale economia, l'essenza di un paese dedito quasi esclusivamente alla pesca. La flotta peschereccia cetarese è ancora oggi una delle più importanti dell'intero Mediterraneo e la locale lavorazione del pesce costituisce un fiore all'occhiello nelle tradizioni gastronomiche della Campania. Tonno, alici sott'olio e soprattutto la famosa "colatura" sono prelibatezze il cui acquisto è quasi un dovere per chi visita il paese. Il nome Cetara, non a caso, deriva dal latino "Cetaria", ovvero tonnara, struttura che qui rimase attiva fino a metà degli anni '30.
L'altra economia cetarese è quella agricola, con le tipiche coltivazioni su appezzamenti terrazzati, strappati nel corso dei secoli alla montagna, su cui si coltivano ancora oggi gli apprezzatissimi limoni sfusati.
Fondata probabilmente verso la seconda metà del IX secolo dai saraceni, divisa nel medioevo tra il principato longobardo di Salerno e il ducato bizantino di Amalfi, Cetara seguì il destino degli altri paesi rivieraschi, sia nel godere di un periodo florido durante la Repubblica Marinara, sia nel doversi difendere per secoli da scorrerie piratesche da terra e incursioni da mare, di cui muto testimone rimane la bella torre di avvistamento posta all'inizio del paese, di origine in parte angioina e in parte aragonese, attualmente sottoposta a lavori di restauro. Non vi è invece più traccia dell' antica cinta muraria fortificata che la proteggeva dal lato del mare.
E' ancora vivo nei racconti popolari l'attacco che il corsaro Barbarossa condusse su questa spiaggia il 21 maggio del 1534, sterminando e deportando gran parte degli abitanti.
L'attuale Cetara, costituita dalla fusione dei due antichi nuclei di Casale e Marina, splendidamente incastonata tra le pendici del monte Falerio e il mare, popolata da poco più di 2300 residenti, è un'ambita ma tranquilla meta di vacanza, complice la ricettività alberghiera limitata ad un unico albergo e ad alcuni fittacamere del paese.
Le sue case antiche, la torre, le pittoresche piazzette che si aprono sulla spiaggia, valorizzate di sera con una gradevole illuminazione, conferiscono all'abitato una caratteristica scenografia da "cartolina". Monumento significativo del paese è la Chiesa di San Pietro, già attiva da tempo nell'anno 1000, ma completamente ricostruita nel XVIII secolo, ornata da un bella cupola maiolicata e un campanile trecentesco. Interessante anche la Chiesa di San Francesco, edificata con un annesso convento nel 1585.
Particolarmente suggestiva è la festa che si celebra la notte del 29 giugno, in onore del Santo Patrono, con la processione che arriva fin sul mare e i bellissimi fuochi d'artificio accesi sul porto.
Nel mese di luglio, invece, si svolge la tipica sagra del tonno, manifestazione che permette di degustare tutte le specialità gastronomiche cetaresi.
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